BRASIL, EU TE AMO (part 1)

Riassumere tre settimane, oltre dieci tappe, ventuno tramonti e tante, tantissime albe, tutte le persone conosciute e le centinaia di migliaia di emozioni vissute – tutto in un solo articolo? Un’impresa per eroi.

Un breve video, talvolta, può dare una mano… per più dettagli e qualche foto, però, conviene leggere qui di seguito 🙂

RIO DE JANEIRO – 4 giorni

Quattro giorni a Rio non bastano, non bastano affatto. La sensazione che mi ha trasmesso questa città, a differenza di tutte quelle visitate finora, è che sia nata facendosi spazio tra gli alberi. Non sono i palazzi i veri protagonisti, quanto le immense colline ricoperte di vivido verde che dominano il panorama della città. Poi sì, ci sono anche i grattacieli, le strade, le favelas, i monumenti… ma la padrona indiscussa è lei: la natura.

In quattro giorni a Rio abbiamo provato a concentrare al massimo le attività nella speranza di riuscire a vedere quanto più possibile di una città fantastica che avrebbe bisogno di mesi per essere apprezzata al meglio. Ecco a voi la mia lista dei miei must see:

WHAT TO VISIT

  • Jardim botanico e la Escola de artes visuais do Parque Lage
  • Cristo Redentore, non credo ci sia modo di visitarlo se non insieme a centinaia di altri turisti. Se, però, come noi vi svegliate presto e prendete il primo treno delle 8am… quanto meno sarete tra i primi della giornata e avrete qualche chance in più di vederlo con meno ressa intorno (tutte le info utili sul trem do corcovado qui)
  • CopacabanaIpanema e Leblon immense spiagge gremite di gente che prende il sole, gioca a calcio, fa attività fisica, mangia – qualunque genere alimentare immaginabile, i venditori ambulanti in spiaggia offrono di tutto: formaggio alla brace, spiedini di gamberi, empanadas, cocco, patatine fritte, cocktail etc.
    Piccola nota dolente: sempre essere vigili e non lasciare mai, e ripeto, mai le borse sulla spiaggia. Noi siamo state sempre attente e fortunate ma abbiamo sentito bruttissimi racconti.
  • Pão de Açúcar Senza dubbio la più bella vista sulla città si gode da qui. Se, come noi, riuscite a salire all’ora del tramonto, all’emozione della vista aggiungerete i brividi del crepuscolo.
  • Escadaria Selaròn ho perso ore a cercare la mattonella più bizzarra, sono sicura lo farete anche voi!
  • Passeggiata per GloriaFlamengo e Botafogo
  • Rocinha, la favela più grande del Paese. Se viaggiare apre la mente, camminare per Rocinha accompagnata da Luisa, una ragazza cresciuta proprio in questa favela, è stata una delle esperienze che più di molte altre mi ha aperto il cuore, in primis, e gli occhi su una realtà che prima di allora non avevo mai troppo preso in considerazione. Capire come vivono gli abitanti delle favelas, conoscere i disagi con i quali queste persone sono abituate a convivere (fogne a cielo aperto, poca privacy, malattie di ogni tipo dilaganti, sporcizia, acqua corrente non sempre disponibile, frane ogni qual volta si fa periodo di forti piogge etc) e comprendere che, a differenza di quello che credevo, a tanti di loro va benissimo così. Molti degli abitanti delle favelas, infatti, sono fieri di essere nati e cresciuti lì. Inoltre, tutto il risentimento che nutrono nei confronti dei politici e della corruzione dilagante, crea in loro un sentimento di attaccamento alle tradizioni e di amore verso le loro modeste case che non cambierebbero per nulla al mondo. Almeno, così mi è parso di capire da quello che ho visto e sentito… difficile poi trarre conclusioni dopo una chiacchiera di qualche ora su di un sentimento comune a 70.000 persone (ebbene si, a Rocinha vivono oltre 70.000 persone). Qui tutte le info legate al tour

WHERE TO EAT

  • Aprazivel questo ristorante è speciale. Il servizio è eccellente, la vista sulla città mozzafiato, l’ambientazione è clamorosa: si è completamente immersi nella natura, riparati solo da tetti di foglie di palma. Il cibo, squisito. Imperdibile il pao de queso, ma soprattutto l’arroz carioca: riso, gamberi (tantissimi, non come nei ristoranti a Milano che ce n’è uno per porzione), latte di cocco, broccoli e pomodorini. Davvero memorabile! (attenzione, prezzi europei)
  • Churrascaria Palace non proprio un posto per vegetariani. Carne di tutti i tipi e di tutte le forme, che continua ad essere servita al tavolo finché non si dice “stop”!
  • Restaurante Plage, all’interno della Escola de artes visuais do Parque Lage – decisamente un posto da turisti, lo consiglio per una buona colazione/brunch dal gusto internazionale (uova, brioche, pane e burro, yogurt e granola)… Sicuramente ci si va più per l’ambientazione unica che per la qualità del cibo.

FOZ DO IGUACU  – 2 giorni

Piccolo paesino sperduto nel nulla, a pochi minuti di autobus dai confini del Brasile con l’Argentina e il Paraguay. Non me ne vogliano gli abitanti di questa cittadina, ma qui ci si viene per un solo motivo: le splendide, maestose, gigantesche e potenti cascate di Iguaçu!

Avendo a disposizione un solo giorno intero perché l’indomani saremmo partite, abbiamo deciso di visitare solamente il lato argentino che pare essere quello più affascinante!
Con un autobus locale siamo andate in Argentina (con tanto di controllo passaporti, dogana, timbri… abbiamo addirittura dovuto cambiare i soldi prima di arrivare dall’altro lato!). Una volta varcato il confine, con una macchina, tipo taxi condiviso per intenderci, siamo arrivate all’ingresso del Parco Nazionale. Il prezzo del biglietto varia a seconda del tipo di attività che si decide di svolgere, ci sono infatti diversi modi per ammirare le cascate (barca piccola, traghetto, trenino per salire in cima etc), detto ciò non è per niente economico rispetto al resto delle esperienze fatte in viaggio.

Noi abbiamo preferito camminare a zonzo, perdendoci nella foresta che circonda le cascate e poi prendere solo il gommone che ti porta alla base, dove confluisce tutta l’acqua: la violenza e il rumore assordante dello scroscio d’acqua che cade dall’alto è indescrivibile!
MI RACCOMANDO: SE AVETE INTENZIONE DI FARE LO STESSO, PORTATE DEI VESTITI DI RICAMBIO CHE LASCIATE A TERRA. DA QUESTA BARCA SI SCENDE Z.U.P.P.I. – NON SCHERZO.

Noi, ovviamente, i vestiti in più non li avevamo… quindi abbiamo continuato la nostra passeggiata per raggiungere la cima delle cascate, con felpe arrotolate in vita come fossero minigonne e pantaloni e magliette fradici appesi agli zaini nella speranza che col sole si asciugassero.

Lo spettacolo della natura che si apre davanti agli occhi quando si arriva nella parte alta della Garganta del Diablo (un nome un programma) è qualcosa di strepitoso, che lascia senza parole… sopratutto chi soffre di vertigini.

La terza tappa del viaggio è stata decisamente la più incredibile e per questo ha bisogno di un articolo ad hoc. Per il momento quindi mi fermo qui, presto scoprirete tutto dei nostri giorni nella Foresta Amazzonica.

 

 

To summarize three weeks, over ten stages, twenty-one sunsets and many dawns, all the amazing people met and the hundreds of thousands of deep emotions… all in one article? A challenge, for heroes only!

A short movie can help sometimes, but for those who wishes more details… please go ahead:

RIO DE JANEIRO – 4 days

Four days in Rio is definitely not enough. The sensation I had in this city, so different from all the other places I have visited, was that it grew among the trees. It’s not the buildings that are the protagonists, but the enormous green hills which dominate the panorama. And then come the skyscrapers, streets, favelas, monuments….but Nature is the absolute queen.

In our four days in Rio we tried to see as much as possible of a city which deserves months to appreciate fully. Here is my “must” list:

WHAT TO VISIT

  • Jardim botanico and the Escola de artes visuais do Parque Lage
  • Cristo Redentor  I think there’s no way of seeing it except with hundreds of other tourists. However, if like us, you get up early and take the first train at 8am, at least you will be among the first group of the day and will see it with less chaos around you (all info on trem do corcovado)
  • Copacabana, Ipanema and Leblon. Enormous beaches crowded with people sunbathing, playing football, exercising, eating all sorts of food, hawkers on the beach selling grilled cheese, prawns, empanados, coconut, french fries, cocktails, etc.
    Sadly to say, you must always be careful and never – I repeat, never – leave your bag on the beach.We were always careful and also lucky, but we did hear some awful tales.
  • Pão de Açúcar No doubt you can enjoy the best panorama of the city from here. If, like us, you manage to get there at sunset, you experience the emotion of the view and the sunset together.
  • Escadaria Selaror I spent hours trying to find the oddest tile. I’m sure it will be the same for you.
  • A stroll in GloriaFlamengo and Botafago
  • Rocinha It’s the biggest favela in the country. Travel broadens the mind, but walking around Rocinha with Luisa, a girl who grew up here, is an experience which more than many others really touched me and gave me an insight to a reality I had never taken into consideration. To see how the inhabitants of the favelas live, and learn about the difficulties in which they live (open sewers, little privacy, widespread illnesses of all sorts, tap water which is not always available, landslides during the periods of heavy rain, etc.) and then learn that, contrary to what I thought, for many of them, it’s all fine. In fact, many of these people are proud that they were born and grew up there. What’s more, the resentment they feel towards politicians and widespread corruption makes them even more attached to their traditions and to their modest homes which they wouldn’t change for anything in the world. At least that’s what I understood from what I saw and was told….but it’s not easy to make conclusions after only a few hours of chat about a feeling common to 70.000 people (yes, 70.000 people live at Rosinha). Here is all the info regarding the tour.

WHERE TO EAT

  • Aprazivel This restaurant is special. The service is excellent, the view of the city breathtaking and the setting is wonderful: it is completely submersed in Nature, protected only by roofs made from palm leaves. The food is excellent. The pao de queso is a must-have – but even more so the arroz carioca: rice, prawns (lots, not like in the restaurants in Milan where they only give you one per portion), coconut milk, broccoli and cherry tomatoes. A memorable meal! (beware, the prices are European)
  • Churrascaria Palace Not quite the place for vegetarians. They serve meat of all sorts, in all shapes and sizes, and they keep on serving it until you say “stop!”
  • Restaurante Plage It’s in the Escola de artes visuais do Parque Lage. Full of tourists but I recommend it for a good breakfast/brunch European style (eggs, brioches, bread and butter, yoghurt and granola)…But you go there more for the unique setting than for the quality of the food.

FOZ DO IGUACU – 2 days

It’s a small town in the middle of nowhere, a short bus ride from the borders between Brazil, Argentina and Paraguay. I don’t mean to offend the inhabitants of this town, but there is only one reason for going there: the wonderful, stupendous, enormous and powerful waterfalls of Iguaçu!

We only had one whole day we could spend there because the day after we were due to leave, so we decided to visit the Argentinian side – apparently the most spectacular!

So we took a local bus to Argentina (going through passport control, customs…we even had to change some money before getting to the other side!). Once over the border we took a sort of shared taxi to the entrance of the National Park. The price of the ticket varies depending on the activities you want to do, as there are different ways to see the waterfalls (by taking a small boat, a ferry, a  small train to get to the top of the mountain, etc.). Certainly not cheap compared to other things we did on this trip.

We preferred to just wander around in the forest which surrounds the waterfalls and then take a dinghy which takes you to the central point where the waterfalls meet: the force and deafening noise of the water falling from above is incredible!
ADVICE: IF YOU ‘RE THINKING OF DOING THIS, TAKE A CHANGE OF CLOTHES TO LEAVE ON DRY LAND. YOU GET ABSOLUTELY SOAKED ON THIS BOAT… NO KIDDING.

Obviously we didn’t have any extra clothing…so we continued our walk up to the top of the waterfall with our sweatshirts tied round our waists as if they were mini-skirts and our soaking wet trousers and T-shirts hanging from our backpacks in the hope that the sun would dry them.

The spectacle of Nature you see when you get to the top of the Gargante del Diablois just sooooooo magnificent that it leaves you speechless… especially if you suffer from heights.

 

The third leg of the trip was no doubt the most incredible, so I need to write a special article about it. So I’ll stop here for the moment…soon you will be able to read all about the time we spent in the Amazon Forest.

 

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