SHINY TOKYO

Ad oggi, nessun Paese e nessun popolo hanno mai catturato il mio cuore come è riuscito a fare il Giappone.

Ho avuto solamente una decina di giorni (scarsi) per visitare l’isola di Honshu e la scelta delle tappe è ricaduta, ovviamente, su Tokyo, Kyoto e Nara.

Cominciamo da…
TOKYO
GIORNO 1
Passeggiata dall’hotel a Roppongi Hills, attraversando la zona delle ambasciate: un quartiere silenziosissimo, pieno di bambini (piccolissimi!) che girano in bici da soli. Mi è sembrata una cosa dell’altro mondo, ma solo perché era il mio primo giorno in Giappone e ancora non avevo imparato a conoscere il loro senso civico.
cena
Ippudo – miglior ramen mangiato durante tutta la mia permanenza in Giappone

GIORNO 2
Visita al tempio di Tsukiji Hongan-ji e poi passeggiata fino al Giardino di Hama rikyū, dove ho potuto ammirare centinaia di enormi peonie e rarissimi alberi, uno spettacolo!
Dal parco siamo saliti a bordo di una barca diretta ad Asakusa: ne vale la pena solo perché il punto di vista che si ha dall’acqua è unico.
Asakusa è una zona davvero troppo turistica per i miei gusti, per fortuna che ho scovato un posticino per pranzo che ha risollevato il morale!
pranzo
Monja & Okonomiyaki Kobayashi, il concetto è: ogni tavolo è munito di una piastra rovente al suo centro sulla quale ci si preparava il cibo e si gestiva la cottura dei vari ingredienti in maniera completamente autonoma. Ovviamente, tutti i giapponesi seduti intorno a me ridacchiavano per il mio modo goffo di gestire la “frittata” che stavo cucinando ma, essendo un popolo adorabile, si sono tutti prodigati nel darmi una mano e spiegarmi (a gesti, poiché nessuno parla inglese) come fare.

Nel pomeriggio, visita al complesso templare Sensō-ji, il più antico della città. La serata, invece, l’abbiamo trascorsa nella zona di Odaiba, dalla quale si può ammirare lo spettacolare skyline della città: a dirla tutta, sembra di essere a Brooklyn e ammirare Manhattan, ma ne vale la pena (soprattutto per il tragitto in metropolitana per attraversare il ponte, sedetevi davanti e godetevi il panorama).

GIORNO 3
Tsukiji Market: la mia giornata è cominciata così, al mercato del pesce di buon’ora. Su questo mercato si legge di tutto, quindi non mi dilungherò. Ho deciso di non tentare neanche di partecipare all’asta dei tonni, che si tiene all’alba… perché? Questi i motivi: l’ingresso va fatto di notte, sono ammessi circa 40 turisti alla volta, code interminabili al freddo e al gelo… tutto per vedere giapponesi urlanti, parlare in giapponese e acquistare pesci enormi. Ho sbagliato? Forse, ma sono felice così.
Fino alle 10:00 l’accesso al mercato non è consentito ai non addetti ai lavori, ma mi sono divertita a perdermi tra le centinaia di bancarelle nei dintorni di Tsukiji.
Il mercato in sé è stata senza dubbio un’esperienza indimenticabile: banchi di pesce ovunque, muretti che corrono ovunque infischiandosene dei turisti, un delirio-ordinato (tipico dei giapponesi).

Nel pomeriggio, visita al National Art Center dove ho avuto la fortuna di trovare, a sorpresa, una mostra di una delle mie artiste preferite: Yayoi Kusama.

Serata trascorsa tra le vie del lusso nel quartiere di Ginza, praticamente la versione moderna di Via Monte Napoleone. Merita una visita Ginza Six, soprattutto l’ultimo piano dedicato ai libri.

cena
Avete presente quelle esperienze indimenticabili per cui non vi basterebbero tutte le parole del mondo per poterle descrivere? Ecco, questa è stata la cena da Kyubey. Una volta provato il pesce in questo ristorante, vi passerà la voglia di mangiarlo altrove. Posso dire divino o suono ridicola? Seduta al bancone, ho lasciato fare allo Chef affidandomi completamente a lui. Non ricordo il nome di un singolo piatto, ma non è questo l’importante, perché la magia sta proprio nel far sì che sia lo Chef a proporre le sue migliori creazioni e non il cliente a scegliere.
Ovviamente il conto rispecchia la qualità del servizio e del cibo servito, ma mai soldi sono mai stati spesi meglio. Credetemi !

No country and people has so far captured my heart like Japan did.
I only had  about ten days to visit the Honshu Island and the chosen destinations were of course Tokyo, Kyoto and Nara.
Let’s start with…

TOKYO
DAY 1
I had a walk from the hotel to Roppongi Hills and through the embassy quarter: It was quiet, full of very young children riding their bikes. It seemed incredible to me, but only because that was my first day in Japan and I still  knew nothing about their civic spirit.
Dinner
Ippudo – best ramen I have eaten during my stay in Japan.

DAY 2
Visit  to the Tsukiji Hongan-ji Temple and a  walk in the Hama rikyū Garden, where I could admire hundreds of huge peonies and  rare trees. Such a wonder!
In the park, we went on board a boat to Asakusa. It’s worth it, because the panorama you see from the river is unique!
Asakusa is way too touristic for me, but luckily I found a nice little place  to have lunch!
Lunch
Monja & Okonomiyaki Kobayashi. The concept is: in the middle of each table there is a hot plate where you can cook your own food. Obviously, all the Japanese sitting nearby were giggling because of my clumsy way of cooking the “omelette” but, since they are such kind people, they all tried to help me and explain how to do it (with gestures, because no one talks English).
In the afternoon, I visited the ancient Sensō-ji temple, the oldest  temple in Tokyo.
We spent the evening in the Odaiba area, from which you can enjoy the skyline. To be honest, it  seems like being in Brooklyn and looking at Manhattan, but it’s worth it (sit on the front of the metro and enjoy the view during the route, especially when crossing over the bridge).

DAY 3
Tsukiji Market. That’s how my day started: early at the fish market. There you can find anything, but I won’t dwell over it. I decided not to try to take part in the tuna auction, at sunrise… Why? Well, the admittance is at nighttime, only 40 tourists are allowed, it’s cold and you have to stand in the queue for a long time… just to see Japanese shouting and trying to buy huge fish… Did I make a mistake? Maybe, but I was glad I didn’t go. You can enter the market after 10.00, before that only workers are allowed. I had fun getting lost among the hundreds of stands near Tsukiji.
The market was without doubt an unforgettable experience:  there are fish stalls everywhere, fork- lift trucks driving around, paying no attention to tourists: an orderly frenzy (typical of the Japanese).

In the afternoon I visited the National Art Center, where I had the unexpected pleasure to see an exhibition of one of my favourite artists: : Yayoi Kusama.
I spent the evening in the l streets of the Ginza district, basically the modern version of Via Monte Napoleone in Milan. Ginza Six is worth a visit, especially the last floor dedicated to books.

dinner
Think of an indescribable, unforgettable experience. So was the dinner I had at Kyubey. Once you have tried fish in this restaurant, you will not want to eat it anywhere else. May I say divine or do I sound ridiculous? I sat at the counter and I left it all entirely to the Chef. I don’t remember the name of what I ate but that’s irrelevant, because that’s the magic : the Chef suggesting his best creations, not the client choosing them.
Obviously the bill is proportionate to the quality of the service and the excellent food, but I could have never spent my money better, believe me!

 

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